Il Protocollo di Restauro dell’Arenaria
La pietra arenaria, cuore architettonico dell’Archiginnasio, è stata trattata con una metodologia scientifica finalizzata al consolidamento profondo della materia:
- Fase Preliminare: Rimozione dei depositi incoerenti e pre-consolidamento con silicato d’etile per stabilizzare le superfici prima della pulitura.
- Trattamento Biocida: Eliminazione dei microrganismi responsabili del degrado biologico.
- Consolidamento Strutturale: Fissaggio delle porzioni decoese o distaccate mediante l’utilizzo di resina epossidica bicomponente e perni di rinforzo in vetroresina (e acciaio filettato dove necessario per garantire la tenuta statica).
- Pulitura Selettiva: Rimozione meccanica manuale delle concrezioni più resistenti e risciacquo finale controllato.
- Consolidamento della superficie: Consolidamento finale delle superfici con silicato d’etile applicato fino a completa saturazione del supporto.
Finiture e Revisione Cromatica
L’ultima fase del restauro è stata dedicata all’estetica monumentale:
- Velature a Calce: Revisione cromatica delle arenarie eseguita con pigmenti naturali e grassello di calce, una tecnica che permette di armonizzare le superfici senza occluderne la porosità naturale.
Interventi Specialistici: Legno e Bronzo
Oltre agli elementi lapidei, il restauro ha coinvolto manufatti con protocolli progettati ad hoc:
- Lo Sporto di Gronda: Restauro conservativo degli elementi lignei della copertura, fondamentali per la protezione della facciata sottostante.
- La Campana in Bronzo: Situata nell’angolo sud-ovest del quadriloggiato, la campana è stata sottoposta a pulitura e trattamento protettivo delle leghe metalliche per arrestare i fenomeni corrosivi.
- Il Sistema Araldico: Restauro meticoloso dello “Stemma Grande” e degli stemmi minori, elementi identitari unici del complesso dell’Archiginnasio.